Istruzioni sull’utilizzo del CREAVU Test
Fin dalla sua prima presentazione il CREAVU Test ha rivoluzionato i metodi per la ricerca delle intolleranze alimentari, diventando in breve tempo uno strumento indispensabile nel campo della diagnosi per le intolleranze alimentari. Le continue ricerche fatte hanno permesso di ottenere uno strumento di elettrodiagnostica valido, rapido ed efficace che consente l'esecuzione del Test in pochi minuti, essendo completamente automatico e interfacciato al Computer. Il Software permette l'elaborazoione di dati relativi a 195 elementi in quattro minuti circa, cosicché è possibile fare il Test senza particolare conoscenza della biorisonanza da parte dell'operatore, questo consente una più capillare divulgazione della materia, permettendo una prevenzione più efficace.
 
Ha origine dalla EAV, elettroagopuntura secondo Voll, e si serve come questa della misurazione della resistenza elettrica cutanea, in corrispondenza di un meridiano.Il Creavu test usa come "porta d'ingresso" nel sistema energetico un solo punto sul dito indice della mano. Nell'apparecchiatura sono memorizzate le frequenze corrispondenti a numerose sostanze.
IL Creavutest non individua reazioni di tipo anticorpo mediato (IgE) che invece sono valutate da indagini ematiche allergologiche classiche come RAST, Prink-test e altre. Queste reazioni cosiddette "immediate" si manifestano nell'arco di pochi minuti, tanto che è il soggetto stesso a collegare l'evento allergico all'assunzione di un alimento. Nelle intolleranze alimentari i disturbi accusati dai pazienti possono manifestarsi molto più lentamente, anche 48/72 ore dall'ingestione dell'alimento in causa. Pertanto entrambi i test sono importanti ed uno non esclude l'altro, ma anzi si integrano.


OBESITA' E PREVENZIONE A TAVOLA

Dai risultati di studi fatti dall'European Asociation For the Study of Obesity risulta che 135 milioni di persone necessiterebbero di consigli medici per il controllo del peso. Un miliardo di adulti in sovrappeso, 300 milioni di obesi. Negli States 280 mila decessi l'anno sono correlati all'obesità. "Se non si provvede con interventi preventivi ed educativi di massa nel 2020 la pandemia obesità avrà superato i danni e i morti da fumo di sigaretta" ha detto Stephan Rosner dell'Università di Stoccolma.
Le diete devono essere controllate, in quanto può accadere che alcuni alimenti provochino reazioni di intolleranza dovute a ipersensibilità dell'individuo verso tali sostanze.
MOLTI CASI SCONOSCIUTI DI ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI
Mentre il 10-15% della popolazione mondiale soffre di allergie, la stragrande maggioranza delle persone è interessata da disturbi legati a intolleranze alimentari; infatti quasi tutti gli individui sviluppano fenomeni di ipersensibilità alimentare; bisogna stabilire verso quali alimenti si indirizzano queste reazioni avverse e il loro grado di intensità. Il problema è molto sentito nei paesi occidentali ed è in forte crescita. Per questo motivo il Creavutest è importante e di attualità.
La ALLERGIA Alimentare è un problema che riguarda lo 0,5-1 per cento della popolazione generale, con una maggiore frequenza in età pediatrica (6-8 %). La causa si deve ricercare nell'alterata reazione del sistema immunitario che riconosce come dannosi ed estranei alcuni alimenti. Le reazioni si possono presentare in forma "mascherata"; questo vuol dire che se una data persona assume giornalmente un alimento a cui è intollerante, non sospetterebbe mai la causa dei suoi disturbi, anche cronici; la stessa cosa potrebbe verificarsi con l'assunzione ripetuta di additivi, coloranti, conservanti ecc., molto frequenti nell'alimentazione moderna. Del vasto mondo delle allergie e delle intolleranze alimentari si parla spesso. Durante un convegno svoltosi a Roma si è evidenziato come ogni alimento può essere responsabile di un'allergia alimentare, anche se quelli più frequentemente coinvolti sono il latte vaccino, le uova e il pesce. Le reazioni allergiche agli alimenti avvengono in quanto gli allergeni, le proteine degli alimenti a cui si è sensibili, si legano a degli anticorpi umani tipo IgE, causando quindi delle vere e proprie reazioni infiammatorie, mediate anche da altre sostanze quali l'istamina. Le intolleranze alimentari invece sono un gruppo eterogeneo di patologie e costituiscono la maggior parte delle reazioni avverse causate da deficit degli enzimi digestivi, da una contaminazione batterica dell'intestino tenue, da un rallentamento del transito intestinale o il meccanismo patogenetico può rimanere sconosciuto. La ricerca del l'alimento responsabile dell'intolleranza è fatta dal Test delle intolleranze alimentari (Creavutest, Vega test, ecc. I primi sintomi delle allergie arrivano entro pochi minuti dall'ingestione dell'alimento e vanno dalle reazioni cutanee a quelle gastrointestinali (nausea, vomito ecc.) o respiratorie La diagnosi di allergia alimentare può essere fatta solo dopo un preciso iter diagnostico: un'accurata raccolta della storia e l'esame obiettivo; i test cutanei, il dosaggio nel sangue delle IgE specifiche, il test di provocazione orale eseguito con l'alimento incriminato. . Per le intolleranze invece, i disturbi sono per lo più a carico della cute e del tratto gastrointestinale. La terapia prevede innanzitutto l'esclusione dalla dieta dell'alimento verso cui il paziente è intollerante.
La maggior parte delle persone con le intolleranze reagisce ad un numero molto ristretto di alimenti. I più frequenti sono :
- latte e latticini
- cereali (in genere non tutti)
- uova
- pomodori, patate o altre piante della famiglia delle solanaceae
- crostacei
- fragole, agrumi, mele
- prodotti lievitati e fermentati
- soia
- zucchero di bietola e di canna
- additivi e conservanti.
INTOLLERANTI A TAVOLA
Spesso all'origine delle intolleranze ci sono delle proteine, presenti negli alimenti, che sono state prodotte dai vegetali per difendersi dagli attacchi sia di batteri, che di funghi, insetti e altri animali. Si sviluppano anche per reazione agli ultravioletti e agli inquinanti presenti nell'ambiente .Per difendersi dai nemici le piante producono proteine che sono causa di allergie alimentari. All'assalto delle piante, che detengono il monopolio della produzione di cibo, (perché in grado di trasformare, tramite la fotosintesi clorofilliana, l'energia luminosa in energia chimica) si muove incessantemente un esercito sterminato ed eterogeneo di essere viventi (batteri e funghi patogeni, insetti ed animali superiori) che vogliono appropriarsi di quel cibo perché da esso dipende la loro sopravvivenza. Nel corso dell'evoluzione le piante hanno sviluppato diverse strategie per difendersi dalle aggressioni dei loro nemici. Tra queste, una delle più importanti è stata la creazione di vere e proprie "armi" biologiche, che gli scienziati chiamano proteine di difesa (in inglese, "pathogenesis related proteins"). Alcune di queste proteine sono capaci di uccidere il nemico, altre di annullare la sua aggressività. Per esempio, se le piante sono attaccate da un fungo patogeno, producono proteine enzimatiche (chitinasi) che distruggono l'aggressore, dissolvendo la sua corazza protettiva (parete cellulare). Se, invece, un insetto secerne enzimi che digeriscono le sostanze nutritive contenute nei semi o nelle foglie, le piante si difendono con speciali proteine (inibitori) che bloccano l'azione distruttiva di questi enzimi. Generalmente, le piante producono le proteine di difesa in piccole quantità quando vivono in un ambiente scarsamente popolato da predatori, ma se subiscono un attacco massiccio da parte di qualcuno di loro, sono stimolate ad incrementarne la produzione. Se le quantità di cui dispongono sono sufficienti a contrastare l'azione del nemico, le piante hanno il sopravvento, altrimenti soccombono, a meno ché l'uomo non intervenga con fitofarmaci o pesticidi. Anche il danneggiamento fisico, le radiazioni ultraviolette o gli inquinanti ambientali (ad esempio i metalli pesanti) possono indurre nella pianta la produzione di proteine di difesa..
Quando il LATTOSIO non viene digerito
(Tema Farmacia n° 5 Anno XXI maggio 2003)
L'intolleranza al lattosio è una condizione patologica causata dal deficit di un enzima chiamato Lattasi o galattosidasi. A causa dell'insufficiente concentrazione di questo enzima, il lattosio introdotto con la dieta permane indigerito nell'intestino, dove esercita un'azione osmotica richiamando acqua nel lume intestinale. Questo provoca i sintomi tipici del disturbo : flatulenza, dolori addominali, nausea e diarrea. In realtà altri fattori possono condizionare la digestione del lattosio: età, sesso, etnia, alimenti assunti con la dieta, quantità di lattosio ingerita, grado di riempimento gastrico e tempo di transito nell'intestino. Alcune forme di maldigestione sono transitorie, altre sono irreversibili. La forma congenita è rara.

L'importanza dello Zinco
Gudrun Dalla Via ( Allergie e Intolleranze Alimentari - Edizioni Il punto d'incontro).
Negli Stati Uniti (e non solo) da tempo si assume lo zinco ai primi segnali di un raffreddore. Il segreto sta nel rafforzamento notevole delle difese immunitarie. Buone fonti di zinco sono : Alghe marine, frutti di mare, lievito alimentare, soia, semi di girasole, funghi, pesce e fegato.


Come riconoscere gli Additivi
Ogni volta che trovate sull'etichetta la lettera E seguita da un numero a tre cifre, sappiate che si tratta di un additivo. La prima cifra vi da informazioni sul gruppo a cui appartiene l'additivo. Quelli che iniziano con 1 sono coloranti, tutti usati esclusivamente per migliorare l'aspetto del prodotto (ma un prodotto buono e genuino ha bisogno della maschera?). Gli additivi da 200 a 299 sono conservanti. Più spesso troverete E 200, l'acido sorbico che inibisce la crescita di lieviti e muffe; nella serie da 210 a 219 i benzoati con funzione antibatterica e antimicotica e spesso responsabili di intolleranze. Seguono E220 anidride solforosa e altri. Con il 3 iniziano gli antiossidanti e con il 4 gli emulsionanti e stabilizzanti. Non tutti gli additivi sono di sintesi e solo alcuni sono accusati di essere nocivi. Alcuni di loro, come per esempio la lecitina o la farina di semi di carrube sono normali alimenti componenti di questi. Ciò non toglie che anche questi possano essere la causa di intolleranze. Quindi, nel dubbio, astenersi dal consumo di prodotti con un lungo elenco di "E".

IN LIBRERIA

-"Fitoterapia Gemmoterapia" Bruno Brigo Edizioni Laborato
-"Natura Medicatrix" Edizioni Tecniche Nuove
-"Le ipersensibilità alimentari" Speciano Gianfreschi Fasani Edizioni Tecniche nuove

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